L'abbiamo fatta grossa

verdone

 

Carlo 14 anni più di Antonio e Antonio 14 anni meno di Carlo, ma all’apparenza fratelli gemelli, nel corpo e nell’anima, li contempliamo e li confondiamo lassù sul grande schermo, li adoriamo fin dall’inizio, due maestri ineguagliabili, chiudo gli occhi e penso prima a uno e poi all’altro, sfrecciano veloci davanti a me le immagini del vasto repertorio di Verdone, la sua mimica facciale, la voce camaleontica, l’invidiabile poliedricità intellettuale con cui ha sempre rapito l’immenso pubblico in adorazione lasciandoci nel profondo una tale varietà di ricordi cui attingere al momento del bisogno, è parte di tutti noi ormai, e che dire di Albanese, il pensiero rimbalza subito a lui, in scena da ben 23 anni, un’altra fucina di sorprese, mi ritrovo a rievocare con la mente il suo passato cinematografico e a sorridere quando mi ravvedo, ritorno in me, non posso perdermi lassù sul grande schermo, ora, una loro sequenza infinita di gag, paradossi, svolte, colpi di scena, imprevisti, malintesi, satira sociale, pedinamenti, frivolezze, tragedia e comicità

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