Attraversa-menti

Rassegna Cinematografica
Gennaio - Marzo 2009

Proiezioni ore 16.00 e ore 21.00

È sempre così. Tutte le volte che sto per iniziare un film me ne viene in mente un altro.
(Michelangelo Antonioni)

Io ho cercato soprattutto di nascondere la macchina da presa.
In modo che il montaggio risultasse una cucitura di linee di forza e di desiderio del pubblico di vedere certe cose e non altre.

(Alberto Lattuada)

'Attraversare' e com-prendere le menti e gli immaginari di diversi personaggi e restituirci le loro ossessioni, illusioni, desideri, paure, speranze, sogni.
Ma anche 'attraversare' gli universi poetici, le costanti, le variazioni e le ossessioni visivo/narrative di alcuni autori (Klapisch, Allen, Eastwood, Arriaga, Bilge Ceylan) nonché le passioni e le scommesse, anche produttive, di altri, più giovani o emergenti, italiani (Winspeare, Pasolini, Manfredonia, Di Gregorio, Pontecorvo). Il cinema (come altre arti del narrare) si confronta con l'universo delle finzioni e dei possibili e 'finge' (plasma, affresca, crea,...) mondi, coincidenze, destini e derive.


Parigi

Parigi
Francia 2008 - 130' - di Cédric Klapisch– con Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel

Giovedì 8 gennaio 2009

Il regista di L'appartamento spagnolo tenta un ritratto/affresco di Parigi e dei suoi abitanti ricordandosi della poetica sottile di Truffaut, Sautet, Lelouch e dell’omaggio di Woody Allen a New York (Manhattan). Si incrociano destini, storie d’amore, di
solitudine e si attraversano i pensieri e le preoccupazioni di diverse 'menti': un ballerino del Moulin Rouge sull’orlo di un rischioso trapianto di cuore (Romain Duris), la sorella assistente sociale (Juliette Binoche), un maturo professore della Sorbona (Fabrice Luchini), uno spregiudicato architetto, una panettiera, due fruttivendoli, alcune modelle, un migrante africano,… La nitida fotografia, formato widescreen, di Christophe Beaucarne ci porta in visita a molte location canoniche della capitale francese.

Si può fare

Si può fare
Italia 2008 - 111’ - di Giulio Manfredonia - con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno

Giovedì 15 gennaio 2009

Milano 1983. Nello (Claudio Bisio) è un ex sindacalista scaricato dal partito e relegato in una cooperativa nata dalla riforma Basaglia, dal nome dello psichiatra che propose la chiusura dei manicomi. Nello desidera offrire ai vari componenti della cooperativa, ex-pazienti di un ospedale psichiatrico, la possibilità di apprendere un nuovo mestiere… La sceneggiatura del film prende spunto dalla cooperativa Nocello di Pordenone, fondata da un gruppo di ex-dipendenti di un ospedale psichiatrico, desiderosi di fornire una professionalità agli ex-degenti di un manicomio, attraverso la posa 'creativa' di parquet. Il regista Giulio Manfredonia e il co-sceneggiatore Matteo Bonifacci narrano, in forma di delicata commedia, una storia seria, intrisa di notazioni malin-comiche e di riflessioni, allestendo una fluida e articolata scansione degli eventi (compresi quelli tragici). Il film si fa apprezzare per la solidità della costruzione drammaturgica e per un cast davvero azzeccato, sia nella caratterizzazione mai caricaturale dei malati di mente (tutti bravi gli attori che li interpretano) sia nella composizione/mix degli attori 'normali': Bisio, Battiston Caprioli, Storti, Colangeli.

Galantuomini

Galantuomini
Italia 2008 - 100' – di Edoardo Winspeare – con Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Gioia Spaziani, Mercello Prayer

Giovedì 22 gennaio 2009

Un magistrato (Fabrizio Gifuni) torna alla sua terra, il Salento. Gli mancano alcune cose: l’amico d’infanzia, la prima cotta (non estinta), la terra assolata. Torna a Lecce ma lo scenario felice dell’infanzia è mutato: l’amico muore di overdose, la ragazzina (Donatella Finocchiaro) è diventata una donna spietata, che importa armi e droga dal Montenegro, il bar del paese è la tana di uno spacciatore (Beppe Fiorello). “Non è più un paese per galantuomini. L’ultimo rimasto indaga, si stupisce, si ri-innamora, subisce, si chiama fuori, si abbandona, si arrende all’evidenza di una passione impossibile. A Edoardo Winspeare riesce il melodramma nero, rispettoso delle regole del percorso mafioso. Ha echi nel narrare (e una rima nel cognome) da Autore che sa dosare, pizzicare, accelerare”. (Alessio Guzzano, City). Intensi i protagonisti: Fabrizio Gifuni e Donatella Finocchiaro (vincitrice come miglior attrice del Festival di Roma 2008). Poetici i flash-back che rievocano l’infanzia dei tre amici/bambini e struggente la sequenza del funerale dell'amico morto per overdose.

Vicky Cristina Barcelona

Vicky Cristina Barcelona
Spagna, Usa 2008 - 97' – di Woody Allen – con Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Javier Bardem, Penélope Cruz

Giovedì 29 gennaio 2009

Woody Allen sceglie Barcellona, location e, al contempo, vero e proprio oggetto di product placement (anche Oviedo non sembra
male…). È uno dei rari film del regista che Allen gira in piena estate (e la fotografia è fin troppo solare), pedinando e costruendo la 'detection' interiore di tre donne (due americane, Scarlett Johansson e Rebecca Hall, una spagnola, Penèlope Cruz) e di un pittore (Javier Bardem), che si intrecciano sentimentalmente. “In realtà, più che un film sulla seduzione e l'infedeltà è un film sulla manipolazione. (…) O forse, semplicemente, è l'ennesimo film in cui Allen, come fa almeno da Io e Annie, contempla l'assurda e vana giostra dei sentimenti, spargendo ottimo e irresistibile humour su un cinismo così stagionato da apparire ormai del tutto inespugnabile”. (Mario Sesti, Film Tv). Molto riuscito il mix americano/spagnolo dei quattro attori e il mènage a trois della seconda parte ha picchi di alta ilarità. Ma è Barcellona, piena di luce, di arte, di fascino e di sensualità, il personaggio più riuscito.

Parada

Pa-ra-da
Italia 2008 - 100' - di Marco Pontecorvo - con Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica, Gabriel Adrian Rauta

Giovedì 5 febbraio 2009

Marco Pontecorvo, stimato direttore della fotografia, percorre le orme del padre Gillo, affondando il suo sguardo nella realtà. Siamo a Bucarest, nei tombini della Romania post Ceausescu, e la storia di Miloud Oukili - clown franco algerino che per dodici anni ha vissuto con i ragazzi di strada – diventa un racconto/parabola esemplare. Pontecorvo scende nel sottosuolo e ci invita a entrare in un mondo 'altro', sotterraneo e nascosto, ma è bravo a evitare retorica, meccanismi consolatori, pietismo e a suscitare, invece, neo-realista com-passione. “Merito anche di una fotografia (affidata a Vincenzo Carpineta) che preferisce luci naturali ad artifici che avrebbero potuto alterarne i chiaroscuri. E invece no, il montaggio è rapido, lo sguardo immediato. La macchina da presa non invade, come è giusto che sia. Piuttosto registra, insegue una realtà che con i suoi corpi e le sue facce parla da sola”. (Cristina Borsatti, Film TV). Fermatevi sulle immagini finali e i titoli di coda a guardare le riprese di reportage in bianco e nero, che documentano la condizione ancora attuale dei ragazzi di strada di Bucarest.

Changeling

Changeling
Usa 2008 - 141' – di Clint Eastwood - con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore

Giovedì 12 febbraio 2009

Nella Los Angeles del 1928, Angelina Jolie è Christine Collins (storia vera), madre nubile del piccolo Walter, che scompare. Per bisogno di gloria, la polizia la vuole credere pazza quando non riconosce il ragazzino millantatore che le hanno riportato. Viene internata in un manicomio. Occorre che un killer seriale di bambini sia scoperto perché la donna torni libera e possa iniziare la sua disperata ricerca e la propria lotta contro gli abusi della polizia. “Clint Eastwood si conferma sopraffino regista classico di un nobile old style senza rughe: lunghezza extralarge, tinte retrò, flashback, sermone, elettroshock, due processi, un'esecuzione e
niente sesso. Il M-ostro ha la faccia di quello di Fritz Lang. Angelina ritorna da psico-Oscar (Ragazze interrotte). Sul gong: Accadde una notte e primo piano con lacrima. Applausi commossi”. (Alessio Guzzano, City).

Pranzo di ferragosto

Pranzo di ferragosto
Italia 2008 - 75' - di Gianni Di Gregorio – con Valeria De Franciscis, Gianni Di Gregorio, Marina Cacciotti, Maria Calì

Giovedì 19 febbraio 2009

In una Roma assolata e deserta, per alleggerirsi dai debiti, un brav'uomo oltre la mezza età (il regista stesso) si prende in casa per due giorni la mamma, e – a sorpresa – la zia, dell'amministratore del condominio e quella dell'amico medico. Come le riceverà Donna Valeria, sua madre? Il film è un “poker di menti da cui traboccano i ricordi. E di vizietti senili, antiche virtù, pillole, allergie, ostinazioni, velata difdenza che non vede l'ora di cedere al bisogno di compagnia”. (Alessio Guzzano, City) Il regista, Gianni Di Gregorio, è capace di dosare gli ingredienti della commedia, sa suscitare simpatia, evitare la retorica e il compiacimento, limare la durata (75’) e costruire una garbata produzione low-budget (solo 500.000 euro) e, infine, indovinare un finale che tocca e commuove. Le protagoniste, tutte bravissime, sono state scelte nei centri anziani di Roma: Valeria De Franciscis (93 anni), Marina Cacciotti (85), Maria Calì (83). Grazia Cesarini Sforza (90), invece, è la zia del regista, co-sceneggiatore di Gomorra.

The Burning Plain

The Burning Plain
Usa 2007 - 110' - di Guillermo Arriga - con Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik

Giovedì 26 febbraio 2009

Le vicende di Charlize Theron nella gelida Portland (Oregon) e di Kim Basinger, ai confini col Messico, sembrano intrecciarsi senza alcuna plausibile relazione. Dopo circa un'ora di racconto si scoprirà che questi due nuclei narrativi (e i personaggi intorno) discendono l'uno dall'altro, fluttuanti avanti e indietro nel tempo – sguardo chiama sguardo, parola evoca parola, dettaglio suggerisce o anticipa dettaglio. Artefice e burattinaio della narrazione è Guillermo Arriaga, già sofisticato e collaudato sceneggiatore di Alejandro Gonzales Iñarritu (Amores Perros, 21 grammi, Babel) e di Le tre sepolture per Tommy Lee Jones. Arriaga 'cuce' geometrici destini fluidi e algebrici incastri in un film dalla scrittura drammaturgica misurata, con un cast strepitoso, movimenti lenti e avvolgenti della macchina da presa, una scelta accurata e simbolica delle location. La sua tecnica di sceneggiatura 'orchestra' il racconto su binari paralleli, confondendo ad arte indizi, piste e cronologie. Ignorare i rapporti fra le diverse linee del racconto accresce il puzzle e innesca mistero e tensione.

Machan

Machan
Germania, Italia, Sri Lanka 2008 - 110' – di Uberto Pasolini - con Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe

Giovedì 5 marzo 2009

Uberto Pasolini, finora conosciuto come produttore (Full Monty) è andato in Sri Lanka per raccontare una storia realmente accaduta. Nella bidonville di Colombo un gruppo di amici, senza soldi e senza futuro, capisce che l'unico modo per ottenere il visto per emigrare in Europa è farsi invitare. Si improvvisano, allora, giocatori di softball/pallamano per rappresentare il loro paese in un torneo tedesco. Senza aver giocato nemmeno una partita si propongono come la “Nazionale di Palla a Mano dello Sri Lanka”. L'improbabile squadra atterrerà in Baviera, ma prima di tentare la fuga dovrà cimentarsi nel torneo… Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2008, il film è interpretato da attori alla loro prima esperienza cinematografica e da non-professionisti. Machan mette in scena, con i ritmi dolce-amari della commedia la parabola/metafora di un gruppo disomogeneo e
disorganizzato che trova nello sport l'unione e la forza necessaria per farcela. La regia di Uberto Pasolini evita gli stereotipi e le trappole narrative del film 'realista' e si dedica, invece, all'affresco, con misura e partecipazione. Pedina e scruta i desideri e i destini dei suoi 23 protagonisti.

Le tre scimmie

Le tre scimmie
Francia, Italia, Turchia 2008 – 109' – di Nuri Bilge Ceylan - con Yavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal

Giovedì 12 marzo 2009

A Istanbul, un autista, in cambio di un compenso economico, si fa 9 mesi di prigione al posto di un aspirante politico, il quale li sfrutta per sedurre – e poi abbandonare – la sua bella moglie… Il figlio osserva, ma non riferisce… Finale tragico. Le tre scimmie ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2007. “Oscillando con magistrale equilibrio tra i sentieri del giallo e l'analisi di un ambiguo interno familiare, il regista adotta uno stile più vivo del solito, senza per questo rinunciare alle lentezze, ai silenzi, alle inquadrature in campo lungo o con camera fissa, al grande spazio dato ai paesaggi, tutti elementi, però, intimamente
necessari e impreziositi da una fotografia desaturata davvero splendida. A conferma dell'alto livello della regia, si noti la finezza con cui sono state girate le poche scene del fantasma di un bambino, che partecipa ai drammi di alcuni personaggi”. (Michele Ossani, IlSole24ore)




Programma e testi a cura di Paolo Castelli


BIGLIETTI e ABBONAMENTI:

Proiezione pomeridiana:
Biglietto: 4 €
Abbonamento 10 film: 18 €

Proiezione serale:
Biglietto: 5 €
Abbonamento 10 film: 25 €

Abbonamento speciale "GOLD": Valido il giovedì, il sabato e la domenica negli orari e giorni in cui viene proiettato il film in cartellone. Dà diritto all'ingresso ad una proiezione per ogni film.
Abbonamento GOLD 10 film: 35 €

Sala dotata di impianto audio

Dolby Digital
con altoparlanti

JBL


PREVENDITA PRESSO:

Cartolibreria Centrale Boragno
Via Milano, 4 - Busto Arsizio - tel. 0331-635753

Cinema Teatro Fratello Sole
Via Massimo D'Azeglio, 1 - tel. 0331-626031 (negli orari di apertura)


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