2° CLASSIFICATA – Sez. Adulti – 2017

DOMENICO PARI

 

LA POZZA D’ACQUA DEL SALVELLO

E ricordo.

Un riflesso traslucido,

la pozza trasparente del Salvello,

quasi micro palude,

dove il pensiero

ritorna a contemplare

incontaminata vita

lasciata a germinare

nuova, vergine natura

Pulci d’acqua, elegantemente,

pattinano veloci gare d’equilibrio

su piatte superfici,

quasi senza ombra di peso alcuno.

Diafane salamandre

chiazzate di macchie giallastre

scivolano dolcemente

su ciottoli brillanti

levigati dall’eterna corrente,

sussurri ancestrali di rimembranze

che accarezzano il fondo immoto

fuori dal tempo.

Evanescenti libellule

planano, fra fili d’erba,

confine di campi

dissodati da antiche emozioni.

Lentamente

trasfigura il ricordo di un ruscello

lasciato a decantare

sensazioni di un tempo

che lento tramonta

senza più ritorno.

E la nostalgia

ricopre la pozza del Salvello

ormai fogna

senza più vita.

 


La pozza d’acqua del Salvello

 

di Domenico Pari

Il ricordo e la realtà.

Il prima e il dopo.

Una pozza trasparente in una natura vergine e pulsante di vita e una pozza ridotta a fogna senza più vita per insensibilità e irresponsabilità umane.

Il poeta si avvale di versi fluidi, linguaggio immediato ed immagini vive per narrare i suoi ricordi.

E noi lo vediamo e lo sentiamo, il Salvello, scorrere limpido tra ciottoli levigati e gorgoglii di corrente, dove l'eleganza delle pulci d'acqua, la sinuosità delle diafane salamandre chiazzate di giallo, l'evanescenza delle libellule descrivono un mondo ricco di colori e di speranze.

Ma il ricordo svanisce e, di fronte a ciò che il Salvello è diventato, il poeta è amaro e pessimista, è preda della malinconia per "un tempo\che lento tramonta\ senza più ritorno", senza più speranza.

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