Maria Grazia

Maria Grazia

Perché leggere questo libro?

Per riscoprire la scrittura ad ampio respiro sul destino dell’uomo che riesce a costruire e a conservare grandi ideali vivendo in una terra bellissima e difficile, piena di contraddizioni e di speranze.

Diversi i piani di lettura, guidati da due momenti di narrazioni: la realtà che è raccontata al presente e il sogno-ricordo reso con i tempi imperfetto-passato.

Una scrittura ricca di spunti di riflessione esposta in modo elegante sullo sfondo di una Sicilia coraggiosa e della strage di Bologna, espressione quest’ultima di una contrapposizione storico-sociale che distruggeva i sogni nel tempo stesso in cui pretendeva di affermarli

 

Anna Maria 

Giovedì, 29 Novembre 2012 18:09

OLTRE LA BAIA DEL MESSICO - Aldous Huxley

 Ho aperto questo libro per curiosità. Il nome di Aldous Huxley era in una canzone, ma a scuola non abbiamo avuto il tempo di trattarlo e così, quando mi sono trovata in mano questo volume, non ho esitato un istante ad aprirlo; ben presto mi sono trovata in mezzo alla strana recensione di un viaggio lungo l'America Latina condotto da Aldous Huxley con il suo editor nel 1933. Mano a mano che l'autore si avvicina alle diverse realtà, cerca di penetrarle e comprenderle, e un pò compatisce un pò invidia quei "selvaggi primitivi" che vivono di quel che c'è, mischiano paganesimo e cristianesimo e cercano di tenere un pochino d'orgoglio anche se distrutti dai "ladinos".

Questo diario è anche colmo di splendide e lucidissime riflessioni su un mucchio di cose, dall'arte al nazismo, dai cappelli alle proporzione delle chiese. Dopo averlo chiuso, credo di non essere più la stessa persona.

Vi stupirà.

 

Beatrice

Mercoledì, 28 Novembre 2012 00:00

L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI - Nicholas Evans

 Avevo sentito che dal libro era stato tratto un film che però io non ho mai visto ma che mi dicono fosse molto bello.

Ho letto invece il libro con molto piacere, ho goduto le descrizioni della natura ma soprattutto ho respirato un amore infinito per i cavalli visti come grandi e sinceri amici dell'uomo capaci di sensazioni di gioia, di gratitudine, di paura, di sofferenza......una cosa che ti fa riflettere.

Cia

Mercoledì, 21 Novembre 2012 13:15

I GIORNI, LE ORE - Paola Surano

 Paola Surano è nata a Busto Arsizio, dove ha svolto per 35 anni la professione di avvocato; in pensione dal 1 luglio 2011 continua a svolgere l'attività di giudice tributario presso la Commissione Tributaria Provinciale di Varese. Scrive poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ha "avuto il coraggio" di togliere le sue poesie dal cassetto negli anni 90, sulla spinta del gruppo "Scrittodonna" attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove la figlia maggiore frequentava la scuola) che pubblicava annualmente un "Agendario" dove venivano inserite poesie a margine dei giorni della settimana; partecipa a vari concorsi di carattere nazionale, ottenendo lusinghieri riconoscimenti.

Mercoledì, 21 Novembre 2012 13:10

ALLA LUCE DI UN' UNICA STELLA - Paola Surano

 Paola Surano è nata a Busto Arsizio, dove ha svolto per 35 anni la professione di avvocato; in pensione dal 1 luglio 2011 continua a svolgere l'attività di giudice tributario presso la Commissione Tributaria Provinciale di Varese. Scrive poesie e racconti dagli anni del liceo classico e ha "avuto il coraggio" di togliere le sue poesie dal cassetto negli anni 90, sulla spinta del gruppo "Scrittodonna" attivo presso il Liceo Pascal di Busto (dove la figlia maggiore frequentava la scuola) che pubblicava annualmente un "Agendario" dove venivano inserite poesie a margine dei giorni della settimana; partecipa a vari concorsi di carattere nazionale, ottenendo lusinghieri riconoscimenti.

Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:57

POESIE - Eugenio Montale

 Poeta italiano nato a Genova nel 1896 e morto a Milano nel 1981. Trasferitosi a Firenze nel 1929, diresse il gabinetto di Vieusseux, da dove fu poi allontanato per non aver aderito al fascismo. Nel secondo dopoguerra, si iscrisse al Partito d'Azione e fu tra i redattori del giornale "Il Mondo". Nel 1965 gli è stato conferito il premio Nobel. Fin dalla più antica lirica di "Ossi di seppia" (1925), "Meriggiare pallido e assorto", si configura già nell'aspro simbolo della "Muraglia", la solitudine dell'uomo, prigioniero di un mondo ostile.
Non rimane al poeta che la lucida proclamazione della "divina indifferenza", frutto di una stoica apatia (spesso il male di vivere), cui però si alterna la disperata constatazione dell'insanabile frattura tra noi e il nostro passato. Al centro della successiva raccolta, "Le Occasioni" (1939), sta la serie dei "Mottetti", che assumono la forma di un colloquio d'amore con Clizia, la donna lontana, la cui immagine il poeta tenta fino all' ultimo di sottrarre alla rovina della "memoria che si sfolla", ma nella parte finale del libro, la vicenda d'amore si salda con il preannuncio della tragedia della guerra.

Cerniera verso il terzo libro montaliano è Finisterre (1943), il cui titolo allude al confine dell'imbarbarimento umano segnato dalla guerra. Nella Bufera e altro (1956) tale follia omicida ha il suo cupo scenario in uno specchio scuro, privo di immagini.

Il lavoro poetico successivo alla Bufera, dal 1962 al 1970, è raccolto in Satura.

Finissimo traduttore, Montale ha raccolto in volume i suoi articoli di costume, le sue prose di viaggio, le sue confessioni e annotazioni, i suoi saggi letterati.

Dopo un breve intervallo di politica militante nel Partito d'Azione, Montale diventa collaboratore del "Corriere della sera" e si stabilisce l'anno dopo a Milano, dove muore nel 1981, avendo prima ottenuto la nomina a senatore a vita e, nel 1975, il Premio Nobel per la Letteratura.

Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:49

LA GIOIA DI SCRIVERE - Wislawa Szymborska

 Wislawa Szymborska nasce nel 1923 a Kornik. Nel 1931 si trasferisce con la famiglia a Cracovia dove studia Lettere e Sociologia. Da allora vive in questa città, da cui si allontana solo per brevi, ma periodici viaggi in Olanda. Partecipa alla vita culturale, collaborando nel dopoguerra alla rivista "Walka" ("Lotta") e in quel periodo mostra una tiepida adesione al socialismo reale. La sua prima raccolta di versi è del 1945, Cerco la parola. Seguiranno: Per questo viviamo del '52, Domande rivolte a se stessa del '54, Appello allo Yeti del '57, Sale del '62, Cento giochi"del '67, Qualche incidente del '72; nel '73 pubblica una raccolta di prose Letture non obbligatorie, nel 1986 esce un'altra raccolta di poesie, Gente sul ponte. Pubblica la sua ultima raccolta poetica, Dwukropek (Due punti), il 2 novembre 2005.
Dal 1953 all'81 è nello staff editoriale della rivista "Vita letteraria". Nel 1980 sotto lo pseudonimo di Stancykówna collabora alle riviste "Arka" e "Kultura".
Tradotte in molte lingue europee, ma anche in arabo, ebraico, giapponese e cinese, alcune sue raccolte di poesie sono state pubblicate in Germania e negli Stati Uniti. Pietro Marchesani ha tradotto la maggior parte delle sue opere poetiche in italiano.
Nel 1954 riceve il Premio per la letteratura Città di Cracovia, nel 1991 il Premio Goethe, nel 1995 Premio Herder e la Laurea ad honorem dell'Università di Poznan Adam Mickiewicz, nel 1996 il Premio Nobel per la Letteratura.

 

Vi rimandiamo alla sezione Poesia del Teatro, dove troverete un ulteriore approfondimento su Wislawa Szymborska 

Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:44

LE POESIE - Delio Tessa

 È nato a Milano nel 1886. Dopo gli studi al liceo Beccaria, nel 1911 si laurea in giurisprudenza all'Università di Pavia ed inizia ad esercitare come avvocato e come giudice conciliatore.

La carriera forense però non lo entusiasma; preferisce quindi dedicarsi alla poesia in dialetto milanese, alla letteratura, al teatro e al cinema (scrive anche la sceneggiatura di un film, Vecchia Europa, pubblicata postuma nel 1986).

Antifascista, rimane isolato rispetto alla cultura ufficiale, dedicandosi piuttosto a scrivere per periodici locali, come L'Ambrosiano (gli articoli saranno poi raccolti nel libro postumo Ore di città) o per giornali stranieri come il Corriere del Ticino. Collabora inoltre con la Radio della Svizzera italiana.

Tranne che per la raccolta di poesie pubblicata nel 1932 L'è el dì di mort, alegher! (che passa però inosservata anche per l'ostracismo del fascismo nei confronti dei dialetti), tutte le sue opere sono state pubblicate postume.

Di temperamento schivo e riservato, rimane scapolo dopo una delusione sentimentale.

Muore il 21 settembre 1939 a causa di una setticemia provocata da un ritardato intervento per l'ascesso ad un dente.
Per sua volontà [1] è sepolto in un campo comune del cimitero di Musocco.

Nel 1950 il Comune di Milano trasferisce la tomba di Tessa al Famedio del Cimitero Monumentale accanto ad Alessandro Manzoni, e, successivamente, gli intitola una via.

Oggi Delio Tessa è considerato uno tra i grandi poeti dialettali del Novecento.

Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:38

CORO E FUORI CORO - Don Angelo Casati

Don Angelo Casati, nato a Milano nel 1931, ordinato sacerdote il 27 giugno 1954, licenziato in Teologia è stato insegnante nei seminari diocesani, quindi vicario parrocchiale a San Giovanni di Busto Arsizio, poi parroco a San Giovanni di Lecco. Autore di molti saggi e anche di alcuni libri di poesia.
Per don Angelo la poesia è un percorso di vita: sulla soglia egli scruta volti, cose, tempi cogliendo frammenti e annunci di bellezza negli incontri del quotidiano. Con l’immediatezza della parola poetica, le emozioni si dispongono autentiche sulla scacchieradell’esistenza.
L’uomo di Dio impasta le mani con la materia vivente per raccontare il quotidiano compiersi del tutto. Il poeta, invece, tiene fede ai sussulti dell’anima per preservare la vita interiore dagli attacchi della fragilità e del vuoto che dilagano in ogni dove.
Prestando attenzione alla contemplazione, don Angelo scrive i versi di “Nel silenzio delle cose”.

Attento e sensibile ai singhiozzi delle creature, il poeta cerca nella parola la rivelazione della grazia, messa in pericolo in questi tempi cupi da una crudeltà umana, che non risparmia al mondo fendenti di distruzione.

  • Tra le sue opere ricordiamo:
    Diario di un curato di città - La fede sottovoce - E la casa si riempì del profumo - Coro e fuori coro Sulla soglia - Il seme nella città - Il viaggio di Maria - Nel silenzio delle cose - Sussulti di speranza, Un parroco si racconta - Incontri con Gesù - Le paure che ci abitano - L'autunno del prete
Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:21

SINFONIA DI NOVEMBRE - Czeslaw Milosz

 Nato a Šeteniai, oggi in Lituania, ma allora facente parte dell'Impero russo, Czesław Miłosz frequenta le scuole superiori e l'università a Vilnius, oggi in Lituania ma allora in Polonia. Cofondatore del gruppo letterario "Zagary", fa il suo debutto nel 1930 con due volumi di poesia. Lavora per la radio polacca e continua il proprio percorso creativo seguendo con attenzione i fatti che affliggeranno la Polonia, stretta tra le rivendicazioni di Germania e Russia. Passa la maggior parte della guerra a Varsavia lavorando per la stampa underground.

Dopo la guerra, diventa addetto culturale all'ambasciata polacca a Washington e successivamente a Parigi, nel 1951. Fortemente critico rispetto alla condotta governativa e al clima culturale imposto da un'élite politica e intellettuale formatasi a Mosca, non esita a manifestare il proprio scetticismo sulle prospettive del socialismo reale. In seguito alla rottura con il partito comunista, chiede asilo politico in Francia, per trasferirsi successivamente negli Stati Uniti. A contatto con il clima culturale fervente di Berkeley, in California, dove insegna letteratura polacca, continua la propria opera poetica dedicandosi parallelamente all'attività di traduzione, cruciale per la diffusione della poesia polacca in ambito anglo-americano e successivamente europeo.

Nel 1980 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura con la motivazione:

« A chi, con voce lungimirante e senza compromessi, ha esposto la condizione dell'uomo in un mondo di duri conflitti. »

Nello stesso anno, gli operai di Solidarnosc trascrivono brani di una sua poesia ai piedi del monumento dedicato ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour.

 

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