
Rassegna cinematografica
1° parte
Il castello dei destini incrociati è un'opera di Italo Calvino, pubblicata nel 1973. Il testo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei Tarocchi, in varie combinazioni, dalle quali lo scrittore fa scaturire diversi racconti. Si tratta di un'opera di letteratura combinatoria. Le storie nascono da «un numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardo di miliardi.». (Italo Calvino)
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Italia, Francia 2011 - 88’ - di Emanuele Crialese – con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello
Una storia sospesa tra realtà e mito, raccontata con il linguaggio delle fiabe. Un ventenne che non ha mai lasciato la sua isola, il nonno pescatore che crede nella legge del mare, un padre sparito tra le onde, uno zio che pensa solo agli affari, una madre (Donatella Finocchiaro) che sogna una nuova vita altrove, una barca da pesca che sta per essere rottamata... Un'isola simbolica (location Linosa) condensa le 'odissee' di isolani e di migranti. Inquietante la sequenza notturna, in cui uomini alla deriva sembrano zombie mentre si aggrappano al peschereccio e ne vengono respinti. Ancora una volta, Emanuele Crialese (dopo Respiro e Nuovomondo) firma un'opera marina, salata, si muove nel suo elemento (l'acqua) e si confronta con La terra trema di Luchino Visconti.
Italia, Francia, Irlanda 2011 - 120’ - di Paolo Sorrentino - con Sean Penn, Judd Hirsch, Eve Hewson, Kerry Condon
Sean Penn, rockstar passata e remota è rimasto bloccato allo stato adolescenziale del successo: capelli crespi nerissimi, rimmel, smalto... La morte del padre lo spinge – con passo incerto – a rintracciare il nazista che lo umiliò. Inizia così un pellegrinaggio simbolico tra squarci di States fotografati da Luca Bigazzi (omaggio al cinema on the road: da Paris, Texas di Wim Wenders a True Stories di David Byrne).
This Must Be the Place per Paolo Sorrentino rappresenta una nuova opera prima. (…) “In questo on the road di (tras)formazione è il viaggio, più della struttura della storia, a contare. (…). La centralità del personaggio attorno a cui tutto precipita o cambia, qui trova un percorso orizzontale, lineare, in cui luoghi, personaggi, storie vengono solo sfiorati”.(Boris Sollazzo, Film Tv)
Francia, Germania, Polonia, Spagna 2011 - 79’ – di Roman Polanski – con Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz, John C. Reilly
Il dio del massacro che dà il titolo al testo teatrale all'origine (Adelphi) esige che le due coppie in scena si fronteggino, si insultino e si (auto)disgreghino, a mano a mano, che la loro vera natura prende il sopravvento sulla cortesia ipocrita. Devono conciliare una lite tra i figli undicenni. Da una parte un cinico uomo d'affari che vive al cellulare e una frustrata con perle e sciarpa snob. Dall'altra i genitori del ferito che soffrono di subalternità sociale. Tutto si svolge – in tempo reale (79 minuti) – nel loro salotto. Bagno e cucina sono luoghi/sfogo, l'ingresso una gabbia impossibile da lasciare. La camera di Roman Polanski 'scruta' il ring e asseconda i dialoghi/frecce di Yasmine Reza. Cast formidabile: Jodie Foster, John C. Reilly, Kate Winslet e Christoph Waltz.
Una separazioneIran 2011 - 123’ - di Asghar Farhadi – con Leila Hatami, Peyman Moadi, Shahab Hosseini, Sareh Bayat
La censura in Iran controlla e soffoca il cinema. Un piccolo esempio: nessuna donna terrebbe il chador in casa, ma nei film è obbligatorio. Asghar Faradhi (About Elly) si conferma abile narratore con una intensa storia famigliare nelle cui pieghe inserisce domande complesse: è meglio per una ragazzina espatriare o crescere in una patria prigione? La madre vuole andarsene, il padre non vuole abbandonare il genitore con l'Alzheimer. All'interno di una struttura da thriller giudiziario eventi imprevisti, sottili provocazioni e l'inevitabile comicità – per lo sguardo occidentale – di una badante preoccupata che telefona a un imam per chiedere se sia lecito spogliare un vecchio malato. Orso d'oro a Berlino con premio collettivo al cast. (Alessio Guzzano)
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L'amore che restaUsa 2011- 95’ - di Gus Van Sant - con Henry Hopper, Mia Wasikowska, Ryô Kase, Schuyler Fisk
Giovedì 9 febbraio 2012
Enoch, un ragazzo orfano (Henry Hopper) frequenta i funerali degli sconosciuti per trovare in sé le lacrime che non ha potuto versare. In uno di questi, incontra una coetanea, Annabel, (Mia Wasikowska) con i mesi contati che ama gli insetti, gli uccelli acquatici e vestirsi da uomo. Sembrano due giovani dandy in grigio mentre passeggiano tra gli alberi. “La metafora è forte, ma il delicato film di Gus Van Sant la regge: passatempi all'obitorio, martellate a una tomba, rappresentazioni dell'ultimo respiro, una struggente notte di Halloween e il fantasma di un giovane kamikaze, morto prima di potersi rivelare all'amata. Un tono autunnale commuove senza cedere alla retorica: il passo dolente è prevedibile ma non sdrucciolevole”. (Alessio Guzzano, City)
Italia 2011 - 85’ – di Pupi Avati - con Cesare Cremonini, Micaela Ramazzotti, Gianni Cavina, Andrea Roncato
Sulle colline marchigiane ai tempi del fascismo, il playboy Carlino Vigetti (Cesare Cremonini) deve sposare una delle due figlie racchie del padrone del podere, Sisto Osti. Per scegliere la fortunata, va a far loro visita ogni sera, per un'ora. Compare, però, la bella sorellastra (Micaela Ramazzotti) e scatta l'amore vero, contrastato da canne di fucile e da un allontanamento risentito. Pupi Avati (dopo i toni forti di Una sconfinata giovinezza) si ri-immerge in un piccolo mondo antico contadino e sa far prevalere tonalità divertenti e gocce di perfidia rispetto al consueto agrodolce. Il suo è un affresco che scolpisce 'maschere' umane ben interpretate dall'ottimo cast di contorno: Andrea Roncato, Gianni Cavina, Erica Blanc, Sidney Rome, Alessandro Haber (voce).
"Sei nuovo?" chiede la ragazzina della porta accanto a Laure (10 anni) che si veste da maschiaccio e porta i capelli sforbiciati. Lei risponde di sì e si inventa un nome da ragazzo, Michael. Osserva gli amici giocare a calcio, impara a sputare, a fare a pugni,... Ha qualche problema solo se deve sfuggire al rito collettivo della pipì... E' appena arrivata nel quartiere, ha una famiglia felice, una sorellina e un fratellino in arrivo. E' il capriccio di una pre-adolescente? L'indizio di una futura scelta sessuale? L'ispirato e tenero film di Céline Sciamma non lo dice: la finzione viene smascherata, la scuola comincia... Allo spettatore rimangono domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo.
Giovedì 1 marzo 2012
Napoli, 1973. Peppino è il più giovane membro della famiglia Sansone. Neanche dieci anni, la vergogns di una forte miopia e un'ammirazione per lo strambo cugino che si crede Superman. In seguito alla sua morte, il piccolo Peppino comincia a immaginarne la presenza, e di questo fantasma fa il suo unico amico. Quando la madre Rosaria (Valeria Golino) entra in depressione dopo aver scoperto che il marito (Luca Zingaretti) la tradisce, sarà infatti lui, più che i due zii giovani e incoscienti, a insegnargli come trovare il proprio posto nel mondo.
Dal proprio romanzo Ivan Cotroneo (già sceneggiatore di Ozpetek) trae una commedia che 'pedina' il percorso di iniziazione di Peppino.
Intorno a lui l'atmosfera degli anni '70 arricchisce una parabola di vitalità e di vivacità.
Gran Bretagna, Germania, Canada, Francia, Irlanda 2011 - 99’ – di David Cronenberg - con Viggo Mortensen, Keira Knightley, Michael Fassbender, Vincent Cassel
Giovedì 8 marzo 2012
David Cronenberg investiga con freddo bisturi la nascita della psicanalisi. Zurigo 1904. Sabina Spielrein (Keira Knightley), una paziente isterica è presa in cura dal giovane Gustav Jung, che ne scopre i traumi infantili, e diventa sua amante. A Vienna, Sigmund Freud si convince che Jung sarà il suo erede. Invece rompono. Uno racconta troppi sogni, l'altro nessuno. Sabina sta tra i due – la mente a Freud (Viggo Mortensen), il corpo a Jung (Michael Fassbender) -. E lei stessa diventa analista.
“Nella ricerca di massima precisione storica (…) Cronenberg riesce a spandere un soffio onirico sulla consistenza dei conflitti e delle ragioni (il lago perenne a Zurigo, la Vienna vuota, la 'quantità' nello studio di Freud e talune 'mancanze' nell’ospedale o negli interni)”. (Silvio Danese, Film Tv)
Germania 2011 – 103’ – di Wim Wenders - con Pina Bausch, Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante
Giovedì 15 marzo 2012
Nel 1985 Wim Wenders vede per la prima volta Café Müller, nel quale la coreografa tedesca, capofila del teatro-danza, Pina Bausch, danza insieme ai suoi ballerini. Ne nasce un'amicizia lunga vent'anni e il progetto di un film, che comincia a concretizzarsi nel 2008, con la scelta del repertorio da filmare ma s'interrompe un anno dopo, con la morte della Bausch. L'interesse di Wenders per la tecnica del 3D crea la spinta per girare il film.
Wenders 'interroga' i ballerini di tutto il mondo della compagnia. Bellissima l'idea di mostrare i loro volti in silenzio e far ascoltare over le loro testimonianze.
Il regista 'investiga' gli allestimenti 'pittorici' della Bausch ma sceglie, anche, di 'inquadrare' i componenti dell'ensemble di Wuppertal in location industriali o naturali, dando nuova vita ai passi di danza.
Scelta dei film e testi a cura di Paolo Castelli
BIGLIETTI e ABBONAMENTI:
Proiezione pomeridiana:
Biglietto: 4 euro
Abbonamento 10 film: 18 euro
Proiezione serale:
Biglietto: 5 euro
Abbonamento 10 film: 25 euro
Abbonamento speciale "GOLD":
Valido il giovedì, il sabato e la domenica negli orari e giorni in cui viene proiettato il film in cartellone. Dà diritto all'ingresso ad una proiezione per ogni film.
Abbonamento GOLD 10 film: 35 euro
Sala dotata di impianto audio
con altoparlanti

PREVENDITA PRESSO:
Cartolibreria Centrale Boragno

Via Milano, 4 - Busto Arsizio - tel. 0331-635753
Cinema Teatro Fratello Sole
Via Massimo D'Azeglio, 1 - tel. 0331-626031 (negli orari di apertura)
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