

Rassegna cinematografica
2° parte
Nuove 'finzioni', nuovi viaggi interiori (nuovi pellegrinaggi, antiche apparizioni) da Livorno allle colline dell'Emilia, da Parigi al Nord della Francia, da Mosca a Parigi, da Venezia a Mosca, in volo per gli Stati Uniti, da Londra a Parigi, da Los Angeles fino a Lourdes. Si ricorda che giovedì 25 marzo (ore 16 e 21) ospitiamo il B.A. Film Festival con un omaggio ai registi Paolo e Vittorio Taviani. Gli abbonati avranno diritto al biglietto ridotto.
La prima cosa bella
Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi sono i figli di una strepitosa Stefania Sandrelli, vitalissima malata terminale. Si ritrovano per superare traumi, incomprensioni e ricordi, celebrando nozze e funerali. In flash-back, torniamo in una Livorno anni '70, dove il personaggio della Sandrelli è interpretato da Micaela Ramazzotti. Paolo Virzì, sul filo della memoria autobiografica, ci consegna una intensa commedia all'italiana, cucinata alla livornese, in cui si sorride e ci si commuove riflettendo sulle contraddizioni degli affetti.
L'uomo che verrà
Il regista di Il vento fa il suo giro Giorgio Diritti, già assistente di Olmi (si vede dallo stile) ci 'immerge' nel mondo di una numerosa famiglia contadina che si esprime in dialetto, (come ne L'albero degli zoccoli). Una bambina (cappuccetto rosso nel bosco) scruta e osserva l'orrore quotidiano della guerra tra uomini: ha perso la parola alla morte del fratellino, la ritroverà assistendo un neonato (l'uomo che verrà del titolo). Si arriva all'eccidio, perché siamo sulle colline intorno Marzabotto, nel 1944. Un film intenso e necessario, come i racconti dei nonni.
Il riccioIl film è ispirato a L'eleganza del Riccio di Muriel Barbery e 'trasposto' (con alcune variazioni) per lo schermo dalla esordiente Mona Achache. Ad aiutarla nell'impresa una magnifica Josiane Balasko, splendida nei panni di Renée, la portinaia autodidatta, e la minuta ed occhialuta Garance Le Guillermic, deliziosa nell'interpretare Paloma, la bambina 'esistenzialista'. Attorno a queste due figure femminili, la regista costruisce una commovente favola moderna, in cui tutti noi, chiusi a riccio nelle nostre insicurezze, possiamo in qualche modo specchiarci. Alla fine viene persino voglia di scoprire i film di Jasujiro Ozu.
Welcome
Dopo un viaggio terribile, Bilal, curdo iracheno 17enne, arriva a Calais, la porta francese per la Gran Bretagna. Si rivela una porta chiusa. Per raggiungere colei che ama in Inghilterra, il ragazzo prima fallisce il tentativo, poi decide di imparare a nuotare. Incontra in piscina un istruttore frustrato (Vincent Lindon). Appena divorziato, depresso, solitario, resta colpito da quel ragazzo che ha fatto 4.000 chilometri per ritrovare la sua ragazza e ora è bloccato da 30 miglia di onde. Lo ospita, lo protegge, lo allena. All'inizio, forse, vuole solo fare colpo sulla sua ex, ma troverà un figlio. La regia di Philippe Lioret ci regala un film intenso, civile, morale.
Il concertoUn ex direttore d'orchestra fa le pulizie al Bolshoi. Lo aveva epurato Breznev, nel 1980, in seguito al suo rifiuto di cacciare i musicisti ebrei. Un giorno intercetta un fax che viene da Parigi e ha un'idea: raduna gli antichi musicisti e l'armata Brancaleone parte per la Francia, spacciandosi per la vera orchestra. Il film 'mixa': presa in giro dell'ex regime comunista, ironia yiddish, lampi romantici, abbaglianti sguardi della violinista Mélanie Laurent, memorie del gulag, Mozart, Tchaikovsky,... Radu Mihaileanu, il regista di Train de vie, allestisce una partitura frenetica, beffarda, allegramente grottesca ma anche sottilmente malinconica.
Dieci inverniCamilla e Silvestro s'incontrano su un vaporetto, a Venezia, nel 1999.Lei vuole studiare teatro russo, lui non sa cosa fare. Dormono insieme: nulla più. I loro destini si 'intrecciano', per 10 anni, tra la laguna e Mosca. Qualche incontro dura molto, altri solo uno sguardo, un casuale incrociarsi di cui comprendiamo le conseguenze nel capitolo seguente. L'incantevole malinconia di Venezia è la cornice perfetta per il film, interpretato da Isabella Ragonese e Michele Riondino. Un bel debutto per Valerio Mieli che prova a evocare l'universo di Rohmer con un tono minimale e sospeso.
Tra le nuvole
George Clooney è uno che licenzia lavoratori in giro per gli States. Ma lo fa con stile, eleganza, empatia (per quanto possibile). Ha rimosso ogni passione. Viaggia beato 322 giorni all'anno; è triste solo nel suo monolocale asettico. I lounge-bar degli Hilton sono il suo territorio di seduzione, gli aerei il suo nido. Incontra/incrocia la manager Vera Farmiga. Ma arrivano gli imprevisti: una giovane rampante mette a rischio il suo posto, l'amore bussa 'scombussolando' le sue abitudini... Jason Reitman (Thank you for Smoking e Juno) struttura una commedia sofisticata ma amara che fa il verso alla vecchia Hollywood, pur guardando drammaticamente al nostro presente incerto.
(500) giorni insiemeUna commedia crudele ma vera. "E' una raffica di scene, tic, trovate visive e di racconto, prese dal grande cinema europeo anni '60, nouvelle vague in testa. Come dice la voce narrante, si tratta ancora una volta di «un ragazzo che incontra una ragazza», ma «non è una storia d'amore». Non perché i due non abbiano una storia, ma perché il racconto, che salta su e giù lungo i 500 giorni del titolo facendo allegramente a pezzi la cronologia, è tutto in soggettiva". (Fabio Ferzetti, il Messaggero) E' da antologia la lunga sequenza parallela in split screen, a sinistra le aspettative, a destra la cruda realtà. Frammenti di un discorso amoroso (Roland Barthes) postmoderno tradotti in chiave pop (Ringo Starr, gli Smiths, Il laureato, i mobili Ikea...).
An educationInghilterra, 1961. Una adolescente, 17enne, sogna Parigi (ascolta Juliette Greco) e la letteratura di Oxford.Casualmente incontra un ricco bellimbusto 30enne acculturato, con cui 'flirta'. L'uomo la porta in un mondo dorato - aste, concerti, corse dei cani, viaggi, moda, ristoranti - a scapito di un'istruzione. I genitori, sedotti a loro volta, permettono la relazione. La delusione sarà feroce. Ma anche la determinazione della giovane .La vicenda è vera, capitò a Lynn Barber, futura giornalista. Lo sceneggiatore Nick Hornby (autore di Alta fedeltà e di About a Boy) tratteggia, elegantemente, un ritratto dolceamaro di un'epoca grigia, tentata da vitali colori ribelli e dipinge, perfettamente, il mondo della protagonista adolescente, interpretata dalla brava Carey Mulligan (22enne, ma non si vede).
LourdesSylvie Testud è la straordinaria protagonista di Lourdes. Scruta i riti e i compagni di pellegrinaggio, poi apre gli occhi nella speranza di alzarsi e di camminare, lasciare la sedia a rotelle ed 'esistere'. Un (mezzo) miracolo? Una beffa diabolica che la medicina può spiegare? Dio è una possibilità comunque misteriosa ("Perché lei sì e io no?") agli occhi di Jessica Haussner, una regista austriaca che ha finto di voler girare un documentario e ne ha usato i materiali e lo stile rigoroso ed essenziale per il film. Grandi domande collettive, singole tragedie. Leggera ironia e profonda com-passione nascono dalla spoglia apparizione di luoghi ed eventi, senza manipolazioni.
Scelta dei film e testi a cura di Paolo Castelli
BIGLIETTI e ABBONAMENTI:
Proiezione pomeridiana:
Biglietto: 4 euro
Abbonamento 10 film: 18 euro
Proiezione serale:
Biglietto: 5 euro
Abbonamento 10 film: 25 euro
Abbonamento speciale "GOLD":
Valido il giovedì, il sabato e la domenica negli orari e giorni in cui viene proiettato il film in cartellone. Dà diritto all'ingresso ad una proiezione per ogni film.
Abbonamento GOLD 10 film: 35 euro
Sala dotata di impianto audio
con altoparlanti

PREVENDITA dal 12 marzo 2010 PRESSO:
Cartolibreria Centrale Boragno
Via Milano, 4 - Busto Arsizio - tel. 0331-635753
Cinema Teatro Fratello Sole
Via Massimo D'Azeglio, 1 - tel. 0331-626031 (negli orari di apertura)
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