Teatro Fratello Sole - Un luogo d'incontro

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Ad Atene, ai piedi dell'Acropoli, grosse pietre squadrate segnano ancora la pianta di un edificio antico: quel che resta della Biblioteca di Adriano, dono dell'imperatore romano agli Ateniesi, scrigno di cultura per una città della cultura.

 

Nel romanzo Memorie di Adriano Marguerite Yourcenar fa parlare in prima persona questo principe saggio e inquieto, disincantato, eppure attratto dal mistero, soldato e politico per forza, filosofo per vocazione, e gli fa dire che le biblioteche sono granai, in cui accumulare riserve, per affrontare gli inverni dello spirito. A metà del II secolo dopo Cristo, al culmine della potenza di Roma, lui sentiva vicino l'inverno dell'impero.

 

Molti segni annunciano anche a noi la fine di un certo ordine del mondo; cambiamenti grandi sono già in atto e chiedono scelte cruciali per la vita di nazioni e persone, per la Terra intera.

 

Fratello Sole è cinema e teatro, è auditorium, sala conferenze, ma vorrebbe assomigliare un po' anche alla Biblioteca di Adriano, essere un piccolo granaio dello spirito.

 

E' stato inaugurato nel Novembre 1997, nel punto in cui sorgeva un primo salone teatro all'ombra del campanile dei frati minori, a Busto Arsizio. Padre Gentile Mora, fondatore del convento cent'anni fa, l'aveva voluto quasi subito, insieme all'oratorio, e l'aveva voluto grande per l'epoca e i mezzi: poco meno di duecento posti. Fratello Sole ne ha quattrocentoquaranta.

 

"La proposta cristiana passa dalla condivisione di tutti i momenti di vita. Per questo sotto il campanile bisogna suscitare tante iniziative umanamente valide. Se non c'è l'uomo, non c'è il Cristo. Per avvicinarsi al Cristo, bisogna scoprire l'uomo". E' lo stile dei francescani nelle parole di un frate del convento. In questo spirito e sulla scia di quella prima esperienza, iniziata con Padre Gentile, è nato Fratello Sole. Il nome è nel Cantico delle creature di Francesco d'Assisi: "Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione". Luce, luogo d'incontro il cinema teatro, casa comune, finestra che i frati non temono di spalancare su questo tempo nuovo e difficile.

 

Sollecita e sostiene imprese come questa l'Arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini. Nella lettera pastorale Il lembo del mantello, del 1991, chiama strutture come questa sale della comunità: ".attraverso di esse -scrive- la comunità si fa missionaria: molti uomini di oggi, prima di essere invitati nel tempio, possono essere incontrati in un luogo che offra una ricca presa di coscienza di valori umani.al di fuori di ogni logica commerciale, concorrenziale, esibizionistica e di prestigio. Non aspiriamo a diventare professionisti del cinema o del teatro; li usiamo invece come validi sussidi per un più vasto disegno educativo per la nostra gente, dove trovano posto la possibilità di incontro e di dialogo, l'aggiornamento culturale, l'addestramento alla riflessione critica sulle proposte di varia provenienza".

 

L'Arcivescovo suggerisce anche l'immagine della finestra: ".un simbolo importante nella nostra vita, capace di forti possibilità evocative. La finestra ci permette di affacciarci, di sporgerci oltre il chiuso del nostro io, di guardare, di osservare, di contemplare, di capire. Ma.rappresenta anche l'immagine del possibile isolamento dalla realtà. Si dice infatti "stare alla finestra", per significare l'atteggiamento di chi non riesce o non ha alcuna voglia di lasciarsi coinvolgere dagli altri e dai problemi.Credo che oggi si profili per noi una duplice sfida. Quella di imparare ad aprire la finestra, perché entri aria, per sentire l'odore di quell'aria, per ricevere la chiamata all'interrelazione continua, alla solidarietà del villaggio globale e per sapere, al momento giusto, scendere in strada. E insieme la sfida di imparare a chiudere la finestra.per riflettere su ciò che ho visto, misurarmi, verificarmi e rigenerarmi: pronto per la prossima apertura e il successivo moto di disponibilità.La saldezza della fede e dei valori cristiani è per misurarci con il mondo, non per chiuderci nelle casseforti ben protette dei nostri ambienti".

 

Nel sito ci sono le proposte fatte finora, concerti e conferenze, rassegne cinematografiche, cartelloni teatrali; i programmi del momento; le iniziative già in calendario. Insieme alle parole sono i fatti e i progetti a dire di che luce brilla, che luce irradia questo Fratello Sole.

 

L'Arcivescovo di Milano chiude la lettera pastorale, riprendendo proprio il Cantico delle creature. Lo rivisita così:

 

"Laudato sii mio Signore per i comunicatori

grazie ai quali illumini la mente

e doni gioia e forza al nostro cuore,

quando essi servono la verità con modestia".

 

 

Luca Colombo

Ultimo aggiornamento ( Martedì 09 Giugno 2009 16:10 )