Febbraio 2010

Due registi argentini (Mariano Cohn e Gastón Duprat), già stimati nell'ambito del video sperimentale e del cortometraggio, sono gli autori di questo piccolo apologo surreale. Un infermiere si impossessa della produzione artistica di un anziano paziente, autistico e al suo posto diventa un acclamato artista internazionale. L'anziano disegna, non parla mai, l'infermiere lo sfrutta ma si prende anche cura di lui. Con sottile ironia - scegliendo di non mostrare mai le opere che rendono celebre l'artista (impostore) ma costruendo le inquadrature stesse come fossero dei quadri - il film è una arguta e leggera detection del mondo dell'arte, costruita attraverso un rigoroso lavoro di posizioni e movimenti della mdp, soggettive, zoom...
Giovedì 4 - ore 16 e 21
Sabato 6 - ore 21.30
Domenica 7 - ore 16 e 21
ChériPrimo '900, Bella Epoque. Rupert Friend, rampollo della ex 'escort' Kathy Bates (strepitosa), è un giovane viziato, vizioso, annoiato, languidamente sexy. Sposa per convenienza, ma ama la più desiderata tra le (ex) mantenute (Michelle Pfeiffer). "Convivenza, passione, distacco e incauto ritorno di fiamma, tra drappi, sesso e crostacei mentre nelle serre sbocciano sublimi dialoghi perfidi, come detta il romanzo di Colette (1920). Abile narratore senza tempo, Stephen Frears si (ri)dedica a relazioni pericolose in costume (stesso sceneggiatore)". (Alessio Guzzano, City)
Michelle Pfeiffer gioca con sottile eleganza tra costumi, specchi, rughe, lacrime, sguardi e silenzi.
Giovedì 11 - ore 16 e 21
Sabato 13 - ore 21.30
Domenica 14 - ore 21
La doppia oraFilippo Timi fa il custode in una villa. Non c'è mai nessuno e lui inganna il tempo registrando gli uccelli. Conosce una solitaria cameriera d'albergo slovena (Ksenia Rappoport) a uno speed date, gli incontri cronometrati dove i single cercano l'anima o il corpo (gemelli). Due solitudini (due anime) si intrecciano a fatica, tra non-luoghi urbani rarefatti, falsi movimenti, dialoghi sospesi, azioni interrotte. Un noir post-Hitchcockiano (La donna che visse due volte?) nel cui plot si avvitano e si intrecciano: una rapina in villa, un colpo di pistola, un vuoto di memoria, una fotografia, una seconda possibilità, una brutta sorpresa, un bel finale... Ksenia Rappoport (La sconosciuta di Tornatore), per l'interpretazione di La doppia ora, ha vinto al Festival di Venezia la Coppa Volpi.
Giovedì 18 - ore 16 e 21
Sabato 20 - ore 21.30
Domenica 21 - ore 16 e 21
Motel WoodstockCome accadde che nel 1969 un onesto pascolo per vacche ospitò il concerto che richiamò oltre 500.000 giovani: hippie, pacifisti, figli dei fiori, anarchici...? Scegliendo un punto di osservazione (laterale) - quasi un fuoricampo - il taiwanese Ang Lee narra, evoca, commuove e diverte: il nostro sguardo sull'evento epocale passa attraverso la storia di un ragazzo, che accoglie nel motel dei genitori gli organizzatori del festival, ospita nel fienile teatranti d'avanguardia, è odiato da concittadini e vive un leggendario passaggio all'età adulta. Con tonalità pastello e piccoli schizzi Ang Lee allestisce un affresco che non ha bisogno di immagini di repertorio (né del concerto!). Per evocare una moltitudine gli basta una variopinta e simbolica marcia verso il palco.
Sabato 27 - ore 21.30
Domenica 28 - ore 16 e 21
Chimera
Venerdì 19 febbraio 2010 ore 21.15
Produzione IL CONTATO/TEATRO GIACOSA DI IVREA, con il sostegno del Centro Regionale Universitario per il Teatro
da "La chimera" di Sebastiano Vassalli
progetto e drammaturgia Lucilla Giagnoni
con Lucilla Giagnoni
scene e luci Lucio Diana
musiche originali Paolo Pizzimenti
costumi Roberta Vacchetta
regia di Paola Rota
tecnico di compagnia Massimo Violato
"Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di Sant'Antonio Abate, mani ignote deposero sul torno cioè sulla grande ruota in legno che si trovava all'ingresso della Casa di Carità di San Michele fuori le mura, a Novara, un neonato di sesso femminile, scuro d'occhi, di pelle e di capelli: per i gusti dell'epoca quasi un mostro"
Così ha inizio la storia di Antonia, raccontata da Sebastiano Vassalli in uno dei piu' importanti romanzi dell'ultimo decennio, edito da Einaudi e vincitore nel 1990 dello Strega E del Campiello. E da qui un monologo avvincente sulla tragica vita della sua protagonista, la strega di Zardino, "villaggio fantasma" sulle rive del fiume Sesia, cancellato forse da un'alluvione, dalla peste, da una battaglia, da un incendio o chissà...
Sebastiano Vassalli
Dal mistero e dalla nebbia dell'oblio e dal nulla riemerge così la vicenda della strega, che subì a Novara un processo e una condanna, "correndo l'anno del Signore 1610", e del vescovo Bascapè, del boia Bernardo Sasso, dei bambini abbandonati e umiliati nelle case di carità, dei risaroli schiavi e dei camminanti ribelli, sullo sfondo di un paesaggio storico dominato e oppresso dalla Controriforma e dall'Inquisizione e di un paesaggio naturale dove si staglia il Monte Rosa, presenza immane di granito e ghiaccio. Un "macigno bianco" per Dino Campana, che lo vide una mattina di settembre da dietro le sbarre di un carcere novarese: " un'immagine inafferrabile e lontana - scrive Vassalli - come quell'amore che lui allora stava inseguendo e che non avrebbe mai raggiunto, perchè non esisteva...Una chimera!"
Paola Rota
Teatro per bambini
Areste Paganos e la farina del diavolo - Is Mascareddas (Cagliari) Cosa succede se l'immortale storia di Romeo e Giulietta spicca un balzo dalle pagine di Shakespeare e fa capolino sull'allegro boccascena di un teatrino di burattini? E' così che inizia una storia rocambolesca, di forte impatto visivo, che vede protagonisti il burattino sardo Areste Paganos e due famiglie in perenne lotta tra loro. Perché gli Scorpioni Verdi e i Ragni Blu si sono giurati odio eterno? E perché le conseguenze di quest'odio ricadono sugli innocenti Rocco e Rosina? Quando c'è di mezzo la fantasia di Areste Paganos, figlio di Belzebù e Pulcinella, le sorprese non mancano mai.







