Marzo 2010
Julie & JuliaNel dopoguerra, Julia Child (Meryl Streep) lasciò il Massachusetts per Parigi, innamorata del marito diplomatico e, ben presto, della cucina francese (
Giovedì 4 - ore 16 e 21
Sabato 6 - ore 21.30
Domenica 7 - ore 21

Un villaggio agricolo tedesco, ignaro di essere sull'orlo della Prima Guerra Mondiale. Bianco/nero accecante che sembra una scelta asettica e invece 'proietta' ombre e chiaroscuri e evoca Bergman e Dreyer. Succedono eventi strani: una caduta da cavallo provocata, una morte nei campi, brutalità sul piccolo erede del severo barone e su un ragazzino handicappato. Un insegnante (la voce narrante che ci guida), giunto da fuori, scruta, osserva, si innamora, intuisce o intra-vede la soluzione dei misteri. "Dietro l'algido candore: ipocriti orrori, relazioni proibite, vendette sociali(ste), ottusa educazione ultrarigida impartita a virgulti ariani pronti per babbo Adolf (...). Haneke è un artista nitido (la sublime scena del pianto contadino col cadavere non in vista) e un autore feroce: si trema ascoltando il disprezzo del medico vedovo per la triste infermiera sua amante: parole omicide, quelle che ogni donna teme. Giusta Palma d'oro a Cannes." (Alessio Guzzano, City).
Giovedì 11 - ore 16 e 21
Sabato 13 - ore 21.30
Domenica 14 - ore 21
La prima cosa bellaValerio Mastandrea e Claudia Pandolfi sono i figli di una strepitosa Stefania Sandrelli, vitalissima malata terminale. Si ritrovano per superare traumi, incomprensioni e ricordi, celebrando nozze e funerali. In flash-back, torniamo in una Livorno anni ’70, dove il personaggio della Sandrelli è interpretato da Micaela Ramazzotti. Paolo Virzì, sul filo della memoria autobiografica, ci consegna una intensa commedia all’italiana, cucinata alla livornese, in cui si sorride e ci si commuove.
Giovedì 18 - ore 16 e 21
Sabato 20 - ore 21.30
Domenica 21 - ore 21
Teatro

Fratelli
Venerdì 5 Marzo 2010 ore 21.15
Teatro La Ribalta
di Carmelo Samonà, Michele Fiocchi, Remo ristagno, Antonio Vigano
regia e scene Antonio Viganò
Con Giovanni Battista Storti, Antonio Vigano
Il gioco, forse, è la cosa più importante del mondo. I bambini hanno bisogno del gioco per crescere, gli adolescenti giocano per affacciarsi alla vita, gli adulti per provare a sognare ad occhi aperti o, semplicemente, per comunicare.
È proprio la necessità di comunicare che spinge due fratelli che vivono in un appartamento nel cuore di una città ad inventare una serie di giochi, storie, gesti. Perchè non si parlano? Si parlano, eccome. Ma la lingua di uno dei due sembra ingarbugliata. Egli ha un modo di fare e di comportarsi del tutto suo. È certo che non può essere lasciato solo, perchè da solo non ce la farebbe. Egli ha bisogno del fratello sano e il fratello sano vuole aiutare il fratello malato. Farebbe di tutto per lui. Da tempo registra i suoi gesti, i suoi movimenti, le sue bizzarrie, perchè non può sopportare l'idea che suo fratello possa nascondere linguaggi che egli non riesce a comprendere. Per aiutarlo non ha altra strada che tentare di scoprire la logica di ciò che fa e di ciò che dice. Non si rassegnerà mai, sarebbe un'offesa alla propria intelligenza. Del resto il loro rapporto è così stretto che anche lui, in fondo, ha bisogno del fratello malato. Ha scoperto, per esempio, che quando questi entra in una storia, sembra felice. E allora, via, a raccontare storie. Ma le storie, purtroppo, si interrompono, si spezzano, perdono il capo e la coda ed allora si entra nel mondo delle piccole cose quotidiane, nelle certezze degli oggetti presenti. La vita nell'appartamento porta a stabilire delle relazioni che sembrano quasi piccoli rituali o, volendo, un gioco. Lo spettacolo racconta la storia del rapporto tra i due fratelli. Il linguaggio è semplice, poetico, intensamente emotivo: movimenti danzati, brani di storie conosciute, gesti come espressione di desideri e scambi di intenzioni. L'omonimo libro di Carmelo Samonà, "Fratelli", ci ha spinti a compiere un viaggio nel mondo delle relazioni umane, ad esplorare zone non ancora conosciute ma che pure ci appartengono da sempre. Un viaggio sui sentieri che portano a cercare l'altro, il diverso, senza stancarci mai. A cercarlo, anche se ci sembra già di averlo trovato.
Teatro per bambini
Aspetta mo'storie di donne intraprendenti - Compagnia di Vladimiro Strinati (Cervia - Ravenna)Tre fiabe che parlano di cuoche, mamme, mogli, fanciulle audaci che sconfiggono uomini bestiali e sposano principi distratti. Nella storia di "Panciasfonda" ci troviamo di fronte ad un orco vorace, di buon sangue romagnolo, che preferisce divorare i prodotti della buona cucina, piuttosto che bambini. Ecco allora intervenire la massaia, che, stanca dei soprusi dell'omaccio, decide di sconfiggere la sua ingorda voracità con un piatto prelibatissimo: "La Ricotta di Mare". In "Barbablù" la giovane eroina ha un ruolo attivo: sfida il parere contrario del padre, si fa beffa dello spietato Barbablù, e con audacia libera le sorelle. Nella fiaba "La Marietta di legno", variante romagnola di Cenerentola, la protagonista si prende gioco di un principe azzurro un po' svagato. Prima di sposarlo lo fa innamorare nascondendogli la sua vera identità.
FUORI RASSEGNA - Ingresso libero
Danziamo i nostri diritti - Modou Gueye di Mascherenere (Milano) Festa, ragazzi! Ecco un momento di incontro "all'africana", prima i tamburi, poi il narratore, il tradizionale "griot", e due danzatori accompagnano i bambini in questa esplosione di storie, danze, ritmi... I racconti africani si intersecano nel gioco di parole, azioni e suoni tra artisti e pubblico come nel cerchio sulla piazza del villaggio o nelle stalle durante le veglie invernali. Le storie raccontano i sentimenti di tutti noi con i linguaggi di alcuni di noi.







