Bussole - Rassegna Teatrale - Ottobre 2009 - Marzo 2010

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Rassegna Teatrale Bussole

Rassegna Teatrale
BUSSOLE

Stagione 2009 - 2010

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Programma della rassegna:

 

locandina900Novecento

Venerdì 30 Ottobre 2009 - ore 21.15

Produzione COMPAGNIA TEATRI POSSIBILI
di Alessandro Baricco
Regia di Corrado d'Elia
Assistente alla regia Tobia Rossi
Scenografia Francesca Marsella

"Non si è completamente fregati finché si ha una buona storia da raccontare......"

Corrado EliaE Novecento è sicuramente una buona storia da condividere, forse una delle migliori.
La storia, incredibile, fantastica, quasi irreale di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, un pianista, anzi il più grande pianista del mondo, nato su una nave e lì vissuto per tutta la vita senza mai scendere.
L'uomo che sapeva suonare una musica ... indefinibile, soprattutto quando suonava in terza classe, per chi non se la poteva permettere;
La dimensione è quella del ricordo, denso, intenso, come quello delle grandi storie che parlano di un tempo andato, quelle che riempiono le ore lunghe, magari ascoltate dalla rauca voce di un marinaio in una bettola in un porto, tra incanto e incredulità, tra verità e allucinazione.
Il tempo della storia sono i meravigliosi Anni Venti, a cavallo tra le due guerre, l'età del "jazz", quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo quel ritmo irresistibile.
Il ritmo è quello gradevolmente denso, di quando le parole e la musica si incontrano in accordo e si scambiano i ruoli, le parole diventano musica e le note racconto indispensabile, fino a comporre una partitura originale, unica.
Corrado d'EliaIl luogo è una nave, il Virginian, dal nome che sa di lontano, che fa la spola dall'Europa alla sognata America e che racchiude in sé tutte le storie del mondo.
Per tutto questo Novecento non è un monologo, ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un ragtime.
Con capacità da acrobata e intensità poetica, quelle caratteristiche a cui ci ha abituati con i suoi personaggi e le sue indimenticabili interpretazioni, Corrado d'Elia racconta Novecento, con la leggerezza di un sogno, suonando con magia una partitura di fini emozioni.

"Suonavamo perché l'Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov'era e chi era. Suonavamo per farli ballare,perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il ragtime, perché è la musica su cui Dio balla quando nessuno lo vede."

 

 


picc1-amletoAmleto avvisato mezzo salvato
(Commedia con fantasma)

Venerdì 20 Novembre 2009 - ore 21.15

Produzione FILARMONICA CLOWN
di Giampiero Pizzol, Renato Sarti & Filarmonica Clown
con Valerio Bongiorno, Piero Lenardon e Carlo Rossi
regia di Renato Sarti
Scene e costumi Raimonda Gentile, Tonino Poppa


La commedia non è un "Amleto", anche se di lui si parla e sparla, piuttosto è dedicata al "povero Yorick", buffone di corte, maestro d'arte comica e burlesca. E insieme a Yorick, i protagonisti sono loro: i Clown che Shakespeare volle becchini al cimitero di Elsinore, AMLETOCARTOLINA1dunque in qualche modo coinvolti nel dramma e custodi della vita, della morte e dell'arte. Ma perché i clown nel camposanto? Cos'era per il Bardo l'arte clownesca e quale il suo rapporto con la famosa lezione di teatro impartita da Amleto ai commedianti? Questo è il problema. Da tal quesito muove quest'opera buffa scritta in versi, sicuramente di taglio comico, ma anche con l'intento archeologico di scavare nel sottosuolo teatrale dell'Autore inglese. Negli scavi viene infatti riesumato il teschio di Yorick e, perché no, anche il suo allegro fantasma. Se appare lo spettro do un re, perché non quello del suo Buffone? Dunque sarà Yorick a capitanare la scalcagnata banda teatrale decisa a sventare la tragedia danese, svelando delitti, scandagliando pensieri e ritraendo anime e corpi di tutti i personaggi. E quale migliore occasione dell'Opera Sveladelitti commissionata dal Pallido Prence a una imprecisata Compagnia di guitti? Così, due clown e un fantasma, macabra e allegra Filarmonica Clown di stampo medievale, in ossa e calzamaglie, con assi e nasi rossi, si gettano a capofitto nell'impresa. Poiché di ardua impresa si tratta.La loro arte, infatti, si gioca su una scommessa: salvare Amleto, o almeno avvertirlo in tempo di ciò che sta per scatenare. Evitare il male, che sia questo il compito dell'arte teatrale? Può il naso del clown toccar nel segno più della lama dell'Attore? Per ora la regia ordina: nessuna parodia, ma solo arte comica pura. Così vuole Yorick, Spirito del Teatro, memore del fatto che una verità imparata da un buffone si ricorda per tutta la vita e oltre.
Il resto è rumore.

 

 


paladini1Paladini di Francia
Spada avete voi, spada avete io!

Venerdì 15 Gennaio 2010 ore 21.15

Produzione KOREJA-TEATRO STABILE D'INNOVAZIONE (Lecce)

di Francesco Niccolini

con Silvia Ricciardelli/Maria Rosaria Ponzetta, Fabrizio Pugliese/Antonella Iallorenzi, Carlo Durante, Fabio Tinella

regia Enzo Toma
assistente alla regia Valentina Impiglia
ideazione scene Iole Cilento
realizzazione scene Porziana Catalano, Iole Cilento
musiche originali Pasquale Loperfido
voce di Carlo Magno Fabrizio Saccomanno
disegno luci Angelo Piccinni
tecnici di compagnia Angelo Piccinni, Mario Daniele
organizzazione Franco Ungaro
distribuzione Laura Scorrano

paladini2Uno spettacolo colto e coinvolgente, tragicomico e metateatrale, ricco di citazioni e pure fluente: lo spettacolo Paladini di Francia di Francesco Niccolini, regia di Enzo Toma, avvince sapendo divertire, aprendo intanto spazi di commozione e delicata poesia nell'amata cornice di Cosa sono le nuvole di Pasolini, fonte d'ispirazione anche per la definizione dei perspaladini3onaggi, attori/pupi che tornano a sostare a lato, mutando costumi a vista. Diversi dialetti quasi ad evocare le molte lingue di una guerra lontana, con la voce di Carlo Magno fuoricampo che è insieme imperatore e regista. Le armature e le spade cozzano così come fanno le marionette siciliane in scena, i movimenti ritmati, leggeri, quasi ci fossero davvero dei fili che guidano i passi, i combattimenti. Ma si coglie insieme il piacere di evocare il gioco dei bambini, il gusto di sperimentare la guerra per finzione, con elmi e corazze realizzate con elementi di recupero, oggetti da cucina, posate e colapasta, mentre appaiono anche profili di cavallo con cui galoppare in forma ludica: tutto possiede però una speciale eleganza, perfetta anche la cura del trucco, i caratteri popolari fusi con meditato senso estetico, così anche per le luci. Battute di Amleto e Riccardo III in dialoghi fitti, spesso con il piacere ironico della rima, che vanno caratterizzando i diversi paladini, i cavalieri e gli scudieri, ma c'è anche Angelica, colei che condurrà alla follia il prode Orlando. Bravi gli interpreti Silvia Ricciarelli, Angela de Gaetano, Carlo Durante, Fabio Tinella che moltiplicano i ruoli senza distinzione tra maschi e femmine, affrontando guerre ovunque all'invito di Tutti in scena. E Astolfo - che raggiungerà il mondo della luna, un passaggio colmo d'incanto - dà la sua parola di burattino. E si nomina anche il cavaliere della Mancia: perché ogni esperienza, anche letteraria, può infine semplicemente tradursi in piacere teatrale, complice il pubblico. Ricordando ancora il film di Pasolini: sotto il cielo di morte a Roncisvalle la voce di Modugno e il sospiro di stupore e perdita per la straziante e meravigliosa bellezza del creato.



loc-chimeraChimera

Venerdì 19 febbraio 2010 ore 21.15

Produzione IL CONTATO/TEATRO GIACOSA DI IVREA, con il sostegno del Centro Regionale Universitario per il Teatro
da "La chimera" di Sebastiano Vassalli
progetto e drammaturgia Lucilla Giagnoni
con Lucilla Giagnoni
scene e luci Lucio Diana
musiche originali Paolo Pizzimenti
costumi Roberta Vacchetta
regia di Paola Rota
tecnico di compagnia Massimo Violato


chimera-1"Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, giorno di Sant'Antonio Abate, mani ignote deposero sul torno cioè sulla grande ruota in legno che si trovava all'ingresso della Casa di Carità di San Michele fuori le mura, a Novara, un neonato di sesso femminile, scuro d'occhi, di pelle e di capelli: per i gusti dell'epoca quasi un mostro"
Così ha inizio la storia di Antonia, raccontata da Sebastiano Vassalli in uno dei piu' importanti romanzi dell'ultimo decennio, edito da Einaudi e vincitore nel 1990 dello Strega E del Campiello. E da qui un monologo avvincente sulla tragica vita della sua protagonista, la strega di Zardino, "villaggio fantasma" sulle rive del fiume Sesia, cancellato forse da un'alluvione, dalla peste, da una battaglia, da un incendio o chissà...

Sebastiano Vassalli
chimera-2Dal mistero e dalla nebbia dell'oblio e dal nulla riemerge così la vicenda della strega, che subì a Novara un processo e una condanna, "correndo l'anno del Signore 1610", e del vescovo Bascapè, del boia Bernardo Sasso, dei bambini abbandonati e umiliati nelle case di carità, dei risaroli schiavi e dei camminanti ribelli, sullo sfondo di un paesaggio storico dominato e oppresso dalla Controriforma e dall'Inquisizione e di un paesaggio naturale dove si staglia il Monte Rosa, presenza immane di granito e ghiaccio. Un "macigno bianco" per Dino Campana, che lo vide una mattina di settembre da dietro le sbarre di un carcere novarese: " un'immagine inafferrabile e lontana - scrive Vassalli - come quell'amore che lui allora stava inseguendo e che non avrebbe mai raggiunto, perchè non esisteva...Una chimera!"
Paola Rota


frattelli

Fratelli

Venerdì 5 Marzo 2010 ore 21.15

Teatro La Ribalta
di Carmelo Samonà, Michele Fiocchi, Remo ristagno, Antonio Vigano
regia e scene Antonio Viganò
Con Giovanni Battista Storti, Antonio Vigano


Il gioco, forse, è la cosa più importante del mondo. I bambini hanno bisogno del gioco per crescere, gli adolescenti giocano per affacciarsi alla vita, gli adulti per provare a sognare ad occhi aperti o, semplicemente, per comunicare.
È proprio la necessità di comunicare che spinge due fratelli che vivono in un appartamento nel cuore di una città ad inventare una serie di giochi, storie, gesti. Perchè non si parlano? Si parlano, eccome. Ma la lingua di uno dei due sembra ingarbugliata. Egli ha un modo di fare e di comportarsi del tutto suo. È certo che non può essere lasciato solo, perchè da solo non ce la farebbe. Egli ha bisogno del fratello sano e il fratello sano vuole aiutare il fratello malato. Farebbe di tutto per lui. Da tempo registra i suoi gesti, i suoi movimenti, le sue bizzarrie, perchè non può sopportare l'idea che suo fratello possa nascondere linguaggi che egli non riesce a comprendere. Per aiutarlo non ha altra strada che tentare di scoprire la logica di ciò che fa e di ciò che dice. Non si rassegnerà mai, sarebbe un'offesa alla propria intelligenza. Del resto il loro rapporto è così stretto che anche lui, in fondo, ha bisogno del fratello malato. Ha scoperto, per esempio, che quando questi entra in una storia, sembra felice. E allora, via, a raccontare storie. Ma le storie, purtroppo, si interrompono, si spezzano, perdono il capo e la coda ed allora si entra nel mondo delle piccole cose quotidiane, nelle certezze degli oggetti presenti. La vita nell'appartamento porta a stabilire delle relazioni che sembrano quasi piccoli rituali o, volendo, un gioco. Lo spettacolo racconta la storia del rapporto tra i due fratelli. Il linguaggio è semplice, poetico, intensamente emotivo: movimenti danzati, brani di storie conosciute, gesti come espressione di desideri e scambi di intenzioni. L'omonimo libro di Carmelo Samonà, "Fratelli", ci ha spinti a compiere un viaggio nel mondo delle relazioni umane, ad esplorare zone non ancora conosciute ma che pure ci appartengono da sempre. Un viaggio sui sentieri che portano a cercare l'altro, il diverso, senza stancarci mai. A cercarlo, anche se ci sembra già di averlo trovato.



Consulenza artistica di Adriano Gallina

Bussole fa parte del progetto Sipari Uniti - Rete provinciale per l'innovazione teatrale


BIGLIETTI: 15 euro (ridotto 12 euro)

ABBONAMENTI:
Abbonamento 5 spettacoli: 45€

Prevendita abbonamenti dal 15 di ottobre:
Teatro Fratello Sole
via M. D'Azeglio, 1 tel. 0331-626031 nei giorni di mercoledì e venerdì dalle 18.15 alle 19.15, e giovedì dalle 16 alle 18

La direzione si riserva il diritto di apportare modifiche al programma per cause di forza maggiore

Ultimo aggiornamento ( Domenica 15 Novembre 2009 23:21 )